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Medicina Convenzionale

Con l'inizio della bella stagione arrivano puntuali anche i problemi legati alla comparsa degli ectoparassiti (parassiti esterni), la pausa invernale non deve farci dimenticare quanto siano noiose e insidiose le punture di questi insetti che vivono sul corpo del nostro cane e si nutrono del suo sangue. È meglio dunque attivarsi prima che esploda la loro diffusione per fornire valide difese, così da prevenire ed evitare infestazioni massicce che poi richiederebbero trattamenti più radicali e prolungati.

 

Insetti e acari sono animali estremamente robusti nonostante le loro piccole dimensioni, se riescono ad insediarsi nelle abitazioni riscaldate possono resistere ai rigori invernali e diventare un problema anche in stagioni fredde.

A tale proposito, quando infestano il cane o il gatto è indispensabile distruggere, oltre ai parassiti adulti, anche larve e uova, in modo da bloccare completamente la diffusione e la riproduzione di questi noiosi animaletti ed evitare recidive.

Vediamo quali sono i più diffusi, che problemi possono dare e come prevenirli o eliminarli.

 

Pulci e zecche sono sicuramente i più presenti sul mantello dei nostri pet, molto più rari i pidocchi. Le cheyletielle (acari) danno sempre prurito e forfora abbondante.

PULCI. Molti proprietari non possono credere che il loro cane o gatto sia infestato dalle pulci! Probabilmente perché interpretano la cosa come segno di poca cura e igiene, in realtà è assolutamente ininfluente la periodicità dei bagni o la frequenza con cui spazzoliamo il mantello ai fini della presenza o meno di questi insetti nel pelo.

Acqua e shampoo (se non è specificamente antiparassitario) non danno alcun fastidio alle pulci, così come il pelo pulito e spazzolato, piuttosto che sporco e arruffato, non modifica la loro diffusione.

Il vero presidio sono gli antiparassitari: collari, spray, spot-on (ampolle monodose da applicare sulla cute), oppure shampoo. L'incredulità del proprietario può anche essere procurata dalla difficoltà a vedere questi piccoli fastidiosi insetti. Se il mantello è scuro, è ancora più difficile. Per fugare ogni dubbio, oltre all'intenso prurito, un segno certo della presenza tra il pelo di questi parassiti è costituito dalla cosiddetta “polvere di carbone”: una polverina scura costituita dalle feci delle pulci adulte, che si trova sparsa sulla pelle dell'animale. È principalmente costituita da sangue, così è sufficiente farla cadere su un po' di carta bianca bagnata per vedere che si scioglie, tornando ad assomigliare al sangue.

Per poter risparmiare ai nostri beniamini l'aggressione dei parassiti esterni è importante sapere qualcosa sull'efficacia e la durata dell'effetto dei vari prodotti in commercio.

Se le pulci sono già presenti non è certo sufficiente un bagno con shampoo antiparassitario per risolvere il problema. La sua efficacia per eliminare gli insetti che stazionano sull'animale è ottima, ma la copertura contro successive reinfestazioni dura solo qualche giorno dopo ogni bagno. Se le pulci si sono riprodotte nell'ambiente dove vive l'animale, che sia la sua cuccia, un tappeto, o qualsiasi altro luogo, inevitabilmente le uova si schiuderanno, le larve cresceranno e nuovi adulti salteranno sul pelo dell'animale. Le pulci hanno la peculiarità di riprodursi massivamente, la femmina succhia il sangue ed emette continuamente uova lisce e non appiccicose che cadono dal pelo e si distribuiscono al suolo dove vive l'animale. Grosse concentrazioni si hanno solitamente nei punti dove il cane staziona più a lungo, quindi è sempre bene trattare con antiparassitari per l'ambiente (che non vanno applicati sull’animale e viceversa) i suoi luoghi preferiti come la cuccia o il divano (conviene provare in un punto poco visibile per assicurarsi che non macchi).

Le spugnature consistono nel frizionare con una spugna bagnata il cane ogni 3-5 giorni; sono un buon rimedio in caso di Cheyletielle

L'efficacia dei vari collari in commercio è differente a seconda del principio attivo a cui spesso gli insetti hanno la capacità di diventare resistenti dopo qualche anno. È certamente il mezzo antiparassitario più comodo per chi non ha intenzione di preoccuparsi più di tanto di questo problema, si mette nuovo ogni primavera.

Spray e spot-on sono i metodi sicuramente più efficaci, ma richiedono una certa costanza del proprietario. Anche per questi prodotti durata e azione dipendono dal principio attivo. I più recenti proteggono per circa un mese.

Quando diffondiamo l’antiparassitario facciamo sempre attenzione a occhi e bocca. Dopo aver trattato il nostro cane, distraiamolo fino a che non si sia asciugato per evitare che si lecchi ingerendo antiparassitario. Lo spot-on viene messo nello spazio tra le scapole proprio perché lì non arriva la lingua del cane.

Non usiamo mai associazioni di antiparassitari senza prima chiedere il parere del nostro veterinario.

Da qualche tempo è possibile eliminare i parassiti con una pillola. Somministrandola al nostro cane, tutte le pulci che si annidano nel suo manto inesorabilmente vengono uccise. È un metodo rapido, sicuro e comodo soprattutto nei casi in cui siano controindicati bagni o quando si vuole evitare di cospargere l’animale di antiparassitari. Sono in commercio anche dei farmaci che si somministrano per bocca, che hanno invece l’effetto di sterilizzare le pulci in modo da bloccare il continuo ripopolamento dell’ambiente e la reinfestazione.

Il vero problema con questi insetti spesso non è eliminarli dal pelo del nostro animale, ma piuttosto sterminare uova e larve che si spargono nell’ambiente. Impedirne la riproduzione è certamente un metodo efficace e anche in questo caso il grosso vantaggio, oltre alla sicurezza di un buon risultato, è che non serve spargere nell’ambiente antiparassitari.

È in commercio un prodotto spot-on combinato. In flaconcini monodose, si applica tra le scapole dell’animale; il vantaggio di questo preparato è che svolge effetto combinato antiparassitario sia per l’animale che per l’ambiente. Oltre ad eliminare le pulci adulte, blocca la riproduzione degli insetti che pungono l’animale, in questo modo si interrompe il ciclo di reinfestazione con un solo prodotto.

ZECCHE. Sono generalmente più resistenti delle pulci, si combattono comunque con gli stessi prodotti. Attenzione perché alcuni antiparassitari in commercio sono eccellenti contro le pulci ma totalmente inefficaci nei confronti delle zecche. A volte può capitare di trovarne adese alla cute dell'animale, nonostante collare o altro prodotto idoneo, un po’ stordite ma ben aggrappate al loro ospite. Occorre soffocarle con olio, etere, oppure applicare direttamente su di esse l'antiparassitario e poi toglierle.

Si prendono soprattutto nei prati, al contrario delle pulci possono sopravvivere a lungo lontano da un ospite e parassitano tutti i mammiferi, uomo compreso.

Se malauguratamente, nell’asportare la zecca, questa si dovesse rompere, il rostro del parassita rimane infisso nella cute dell’animale. In questo caso sarà necessario asportarlo con delle pinzette e disinfettare con tintura di iodio.

PIDOCCHI. Molto rari nei nostri animali anche perché facilmente diagnosticabile la loro presenza: le loro uova sono bianchicce e attaccate al pelo, è sufficiente spazzolare ogni tanto il cane per accorgersi della loro presenza e procedere ad un bel bagno antiparassitario che li elimini. Importante: non sono trasmissibili all’uomo, i pidocchi che a volte infestano scuole o asili sono specifici dell’uomo, non incolpiamo gli animali.

CHEYLETIELLE. Sono degli acari che vivono sulla superficie della pelle, al contrario degli altri acari che provocano la rogna che si annidano in profondità. La cheyletelliosi è conosciuta anche come “forfora che cammina”, questo dà un’idea del problema che provoca, intenso prurito e imponente forfora, soprattutto a livello della regione lombo-sacrale. Anche questi parassiti sono uccisi dagli antiparassitari che agiscono sugli acari.

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